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Medicina Ambientale Clinica

Negli ultimi sessanta, settant’anni, l’essere umano ha iniziato a fare i conti, nel corso della propria vita quotidiana, con un’esposizione ad agenti potenzialmente nocivi che non ha eguali con quanto accaduto in tutti i secoli precedenti. Contaminando l’aria, il suolo e l’acqua con sostanze chimiche di sintesi e fonti elettromagnetiche, l’uomo ha modificato completamente l’ambiente in cui è immerso e con il quale ha un continuo e inevitabile interscambio fisico e funzionale.

Si calcola che ognuno di noi si imbatta in almeno 500 sostanze sintetiche ogni giorno: il corpo umano non ha fatto in tempo, in meno di un secolo, a evolversi per vivere bene in questo nuovo ambiente. Tale mancato adattamento può essere causa di patologie note -come il cancro, le allergie, alcune malattie neurodegenerative- e meno note, come la Sensibilità Chimica Multipla.

La medicina ambientale si occupa di analizzare, riconoscere e curare patologie emergenti (CFS: sindrome da fatica cronica, MCS: sensibilità chimica multipla, SBS: sindrome dell’edificio malato, Fibromialgia…e tutti i quadri intermedi) e di fornire le necessarie indicazioni terapeutiche per migliorare lo stato di benessere dell’individuo.