Mastoplastica additiva: intervista al Dottor Scandura

Mastoplastica additiva: intervista al Dottor Scandura

22 Febbraio, 2022

La mastoplastica additiva è un intervento che consente di migliorare le dimensioni e l’aspetto del seno mediante un aumento di volume delle mammelle. Lo scopo di questa procedura chirurgica è dare alla persona interessata un seno che sia in armonia con la propria struttura fisica rispettando le proporzioni del corpo.

L’intervento di mastoplastica additiva consiste nella collocazione di protesi mammarie contenenti gel di silicone al di sotto della ghiandola mammaria o del muscolo grande pettorale, dove il chirurgo crea una tasca adatta ad accogliere la protesi scelta.

Attorno a questo intervento, resistono ancora alcuni falsi miti: ne abbiamo parlato con il Dottor Scandura, Medico Chirurgo Specialista in Chirurgia Plastica, Estetica e Ricostruttiva liposcultura-HDB che dal 2001 opera presso il reparto di Day Surgery di SYNLAB CAM Monza.

Dottor Scandura, vi sono limiti di età per un intervento di mastoplastica additiva e quando è appropriato?

scandura

In generale, non ci sono controindicazioni sull’età. Possiamo dire che statisticamente si indirizza a una fascia di età molto ampia, dalla giovane donna di 20 anni alla donna più adulta di 70 anni, con un picco massimo tra i 27 e i 45 anni. Prima dei 20 anni è sconsigliabile, perché è una età in cui vi può essere ancora uno sviluppo naturale del seno.

In base alle casistiche che più evidenziamo tra i nostri interventi presso SYNLAB CAM, possiamo dire che la mastoplastica additiva viene effettuata principalmente in caso di seno piccolo, riduzione del volume o tonicità dopo perdite di peso, riduzione del volume o tonicità dopo gravidanze o allattamenti e asimmetria di volume delle due mammelle.

Quello che sicuramente è importante in un intervento simile è che la Paziente, in seguito, si possa riconoscere in una versione estetica di sé che la appaghi e la renda felice: ciò su cui siamo estremamente attenti e sensibili in SYNLAB CAM, infatti, è la creazione di un dialogo con la nostra Paziente in cui la accompagniamo nel percorso, comprendendo in primis le motivazioni della sua scelta. Un intervento di chirurgia plastica può, infatti, aiutare a raggiungere la soddisfazione della propria immagine ma, qualora vi siano disagi legati al proprio aspetto fisico, è ancor più fondamentale guidare la Paziente in un confronto aperto e professionale affinché si raggiunga un risultato ottimale.

 

Quanto conta la parte che precede l’operazione?

Il lavoro che precede l’operazione è quello fondamentale: è essenziale sfatare nella paziente l’idea semplicistica dell’intervento.

Il professionista deve incontrare la paziente più volte prima dell’intervento e condividere tutte le informazioni necessarie. In questa fase viene progettato l’impianto in tutti i suoi aspetti, ponendo le basi per la buona riuscita dell’operazione. Ovviamente, vi sono esami specifici a cui la paziente deve sottoporsi, come analisi di laboratorio, elettrocardiogramma, radiografie, e vengono prese le misure del complesso areola capezzolo (CAC) e della sua posizione rispetto al torace. In questo modo, abbiamo un quadro di informazioni che ci permette di progettare l’alloggiamento delle protesi. Infine, la fase pre-intervento si conclude con una simulazione del risultato finale mediante sizer di protesi di prova su specifici reggiseni atti a dare alla paziente la visione finale di come sarà l’aspetto del seno dopo l’intervento: la paziente ha un’idea realistica di quello che sarà il risultato e può valutarne insieme al Chirurgo l’armonia con la propria struttura corporea.

L’operazione può essere svolta in ambulatorio?

No, questo è uno dei cosiddetti falsi miti. L’intervento si esegue in anestesia generale e con le moderne tecniche di chirurgia plastica, pertanto è necessario un ambiente sicuro e protetto come una sala chirurgica.

L’intervento di mastoplastica additiva ha una durata media di circa 60-90 minuti. È fondamentale che vi sia un’équipe medica professionale. La mia equipe, in particolare, è composta da professionisti ultra-specializzati che abitualmente lavorano tra di loro in armonia, affiatamento e sincronizzazione nella gestione dell’intervento stesso: parliamo del primo chirurgo, l’anestesista, il ferrista, l’aiuto anestesista, il secondo chirurgo plastico e l’infermiera di sala.

Ovviamente vi devono essere tutte le attrezzature necessarie e una struttura adeguata. A tal proposito, SYNLAB CAM vanta una doppia sala operatoria attrezzata a livello ospedaliero dove possiamo fare affidamento su macchinari in continuo aggiornamento ed evoluzione, come i respiratori da rianimazione di ultima generazione o come l’Argon Plasma e altri macchinari ad uso esclusivo per interventi specifici di mastoplastica.

Gli investimenti sulle apparecchiature sono determinanti per avere un risultato ottimale e ci permettono di lavorare con la dovuta sicurezza e tranquillità.

Per tutte queste ragioni, non è possibile effettuare un simile intervento in ambulatorio, dove non si possono rispettare questi canoni di sicurezza e affidarsi a una squadra professionale così completa.

L’anestesia generale non è più invasiva?

Anche questo è un altro falso mito che si ricollega a quanto detto sopra. I farmaci utilizzati durante l’anestesia generale sono meno “invasivi” rispetto alla sedazione: l’anestesia generale ha una durata calcolata sulla corporatura della Paziente e sulla durata dell’intervento. Inoltre, gli anestetici di nuova generazione – usati anche qui in SYNLAB CAM Monza – ci consentono anestesie generali che non provocano effetti collaterali posteriori e problemi post-risveglio.

Nella sedazione fatta in ambulatorio, invece, c’è un’infusione continua di farmaci necessaria a mantenere lo stato sedativo. Questo, associato ad altri fattori, però, può comportare la perdita di controllo delle vie aeree specialmente in Pazienti più robusti, con un eventuale rischio di apnea. La ripresa, inoltre, si presenta più complessa.

Ancora una volta, la struttura e l’équipe sono discriminanti: in un semplice ambulatorio è possibile eseguire solo la sedazione, perché non sono presenti i necessari macchinari, le autorizzazioni sanitarie e la corretta assistenza per eventuali complicanze. Quindi mi sento di affermare che l’anestesia generale è la migliore e più sicura soluzione nella mastoplastica additiva, secondo anche la letteratura scientifica anglosassone, i cui protocolli adottati sono i più sicuri e i più ridondanti in tema di sicurezza.

Parliamo del post-intervento: com’è la ripresa?

Il dolore nel post-intervento è soggettivo e potrebbe presentarsi, ma una buona mastoplastica – effettuata a seguito di un buon progetto – e la realizzazione di un’ottima tasca per le protesi consentono di evitare le problematiche legate al post-intervento, come appunto dolori e sanguinamenti.

Nel post-intervento il rapporto con il medico deve essere costante: la paziente deve seguire una lista di indicazioni precise e presentarsi a visite di controllo periodiche con il Chirurgo che ha svolto l’intervento.

Tra le indicazioni “standard” sicuramente c’è una ripresa graduale delle attività abitudinarie: in generale, per il primo mese si osserva molto riposo e ci si astiene da attività sportive pesanti; la Paziente può riprendere le proprie attività in maniera graduale e controllata almeno fino al terzo mese. È importante in questa fase ascoltare il proprio corpo, nonché il proprio medico Chirurgo.

Se l’intervento è fatto bene, si può incorrere nella dislocazione della protesi?

Se la progettazione iniziale è stata ben eseguita e rispettata durante l’intervento, la dislocazione si presenta come un raro caso, così come anche la contrattura.

Le protesi usate presso SYNLAB CAM Monza vanno cambiate o mantenute?

No, sono per tutta la vita, a meno di rari imprevisti. Le protesi che usiamo qui in SYNLAB CAM sono protesi in Poliuretano tra i prodotti più rigorosamente controllati sul mercato, tutte certificate, che non richiedono interventi di manutenzione nel tempo.

Su questo punto aggiungo anche che non possono scoppiare in aereo: questo è un falso mito rimasto ancora radicato nell’immaginario collettivo. Le vecchie protesi venivano riempite con soluzione salina ed è potuto capitare in passato che, in casi di mal pressurizzazione di un aereo, per esempio, la pressione delle protesi stesse divenisse instabile. Oggi questo sarebbe impensabile con le nuove protesi, perché hanno una differente tecnologia per cui è impossibile che ciò accada.

Per informazioni sui servizi di Chirurgia Estetica presso SYNLAB CAM contattare al numero +39 039 2397.422 oppure inviare una e-mail a chirurgiaestetica.monza@synlab.it

 

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